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PINGO ERGO SUM

 

Buonasera a tutti e grazie di essere qui. Innanzitutto, e brevemente, voglio ringraziare di cuore Tina Vannini per aver voluto questa mostra e per aver messo a disposizione delle mie opere il suo locale e la storia che porta con sé. Ringrazio di cuore anche Francesca Barbi Marinetti, che ha curato questa mostra con un’attenzione e un amore coinvolto e partecipe. Ma più di tutti vorrei dire grazie a Hegel, proprio lui, Georg Wilhelm Friedrich Hegel, il filosofo tedesco che nell’anno del Signore 1835, nelle sue Lezioni di Estetica, dichiarò l’arte morta. Andando a spanne, da quell’anno in poi abbiamo avuto il Romanticismo, l’Impressionismo, l’Espressionismo, il Futurismo, l’Astrattismo, le Avanguardie tutte, l’Espressionismo Astratto, la Pop Art e qui interrompo un elenco che potrebbe non terminare presto. Devo dire che dal tempo delle esequie hegeliane il cadavere dell’arte se l’è cavata benissimo, e ha danzato serenamente fino ai nostri giorni come in uno spettacolo Butò. Noi stessi, nonostante qualche acciacco, stiamo meglio che mai insieme all’arte. Hegel, invece, benissimo non sta. Morto è morto, certamente. E insieme a lui sono morte non l’arte, ma le conseguenze più nefaste del suo pensiero: le ideologie estreme di sinistra e di destra, delle quali non sentiamo la mancanza. Ma perché, secondo questo visionario, al quale non chiederemmo di gestire i nostri risparmi, l’arte sarebbe morta quasi 200 anni fa? Perché, detto in poche parole, l’arte è un fatto storico, e il suo mondo è quello del passato. Il Marinetti che è in tutti noi scalpita, furoreggia, fluoreggia, scintilla, ingialla bosoni, s’incorona di magma. L’arte, signori, è morta se, come diceva Hegel, è la manifestazione sensibile dell’idea. Noi, invece, pensiamo che l’arte sia una attività dell’essere umano che rivendica la sua autonomia, la sua differenza, la sua alterità. Noi crediamo al dominio indipendente dell’estetica, alla fisicità e alla matericità dell’arte, e pure dell’essere. Noi crediamo alla vita e alla vita dell’arte. E brindiamo insieme alla salute di Hegel. Buona serata a tutti e Grazie.

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