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Il mio nome all’anagrafe è Marco Marrocco, sono nato alle Idi di Marzo del 1977, sono alto 1 metro e 82 centimetri ma sarei più a mio agio se fossi alto 3 metri e 20.

Vivo e lavoro a Roma come autore televisivo, scrittore e sceneggiatore.

Sono cresciuto in provincia di Latina, tra Lenola e Terracina, e, finito il Liceo Scientifico, mi sono trasferito a Roma per completare gli studi universitari. Conseguita la Laurea in Lettere Moderne, ho deciso di approfondire lo studio dell’Estetica e della Storia dell’Arte.

Detto così sembra normale, ma l’estetica è stata la mia bestia nera all’Università, tanto che ho scelto di lasciarla come ultimo esame: Kant, Hegel, Baumgarten, Plotino mi facevano troppa paura. 

E invece hanno vinto loro.

Poi, nel 2012, ho vinto anche io, primo classificato al Premio Nazionale “La Giara” con il romanzo Come l’antenna per i passeri. E anche senza più vincere non ho smesso di scrivere narrativa e saggistica, soprattutto studi sul cinema. 

Per la presentazione dell’opera su Vincent Van Gogh, Vincent sul divano, edita da Fefé, ho realizzato un video d’arte proiettato, per la prima volta, presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma.

E la pittura? La pittura è la mia vita. Il mio lavoro è ispirato ai Post Espressionisti, alle Avanguardie del Novecento, all’Informale e alla lezione di grandi artisti come Mirò e Kandinskij.

Per me l’opera d’arte è un campo di forze che ha la capacità di attrarre e catturare la vita interiore, i sentimenti, in una parola l’anima e il suo linguaggio. Le mie opere sono presenti nel volume “Atlante dell’Arte Contemporanea”, edito da De Agostini, e nella pubblicazione “Congiunti” realizzata per Giunti editore.

Tra le recenti partecipazioni espositive ricordo quelle del 2022 presso il Castello Visconteo Sforzesco di Novara, la Torre delle Arti di Bellagio e il Palazzo della Cancelleria Apostolica di Roma.

Sempre nel 2022 ho tenuto una mostra personale presso la sede dell’Università E-campus di Roma. E poi…

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English Version

My registered name is Marco Marrocco, I was born on the Ides of March 1977, I am 1.82 meters tall but I would be more comfortable if I were 3.20 meters tall.

I live and work in Rome as a television author, writer and screenwriter.

I grew up in the province of Latina, between Lenola and Terracina, and, after finishing high school, moved to Rome to complete my university studies.

After graduating in Modern Literature, I decided to deepen the study of Aesthetics and the History of Art.

Said like this, it seems normal, but aesthetics was my bête noire at University, so much so that I chose to leave it as my last exam: Kant, Hegel, Baumgarten, Plotino scared me too much.

And instead they won.

Then, in 2012, I too won first prize at the “La Giara” National Prize with the novel Come l’antenna per i passeri. And even without winning I haven’t stopped writing fiction and non-fiction, especially film studies.

For the presentation of the work on Vincent Van Gogh, Vincent on the sofa, published by Fefé, I create an art video projected for the first time at the Palazzo delle Esposizioni in Rome.

And the painting? Painting is my life. My work is inspired by the Post Expressionists, the Avant-Garde of the Twentieth Century, the Informal and the lesson of the great artists such as Mirò and Kandinskij.

For me the work of art is a force field that has the ability to attract and capture the inner life, the feelings, in a word the soul and its language. My works are present in the volume “Atlante dell’Arte contemporanea”, published by De Agostini, and in the publication “Congiunti” created for Giunti editore. 

Among the recent exhibition participations I recall those of 2022 at the Castello Visconteo Sforzesco in Novara, the Torri delle Arti in Bellagio and the Palazzo della Cancelleria Apostolica in Rome

Also in 2022 I held a personal exhibition at the E-Campus University of Rome. Stay tuned…

 

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Dicono di me

Per la forte capacità di coniugare nella sua pittura immaginario e sublimazioni del reale, con una sintesi sorprendente, essenziale, dove la grammatura del colore e gli intensi capitoli evocano quadrerie europee intrise di mediterraneità e passione. (Motivazione del Premio della giuria Premio delle Arti e della Cultura - 2022)

La sua produzione non è asservita al controllo razionale, il disegno prodotto può essere attribuito in larga parte al subconscio e rivela elementi intrinsechi della psiche. Alla stregua di uno sciamano l'autore romano lascia che tali spiriti del sogno prendano fisicamente il controllo dei suoi strumenti.

Il Nostro rifugge la precedente agognata impostazione materica, gli accademismi, le imposizioni; evita ogni eventuale ossequio manierista. Le opere trasmutano dapprima in simbolo, in svaporati paesaggi interiori non connotati da una narrazione latrice di univoche verità. La poetica del Nostro, aduggiata dall'ombra dell'emozione, narra allora la vastità del suo sentire intimo.